La Seconda Guerra Mondiale

LA TEORIA DELLO SPAZIO VITALE

La “Dottrina dei grandi spazi” (“Grossraumordnung”) di Monroe fu elaborata da Carl Schmitt, il più importante giurista tedesco dell’epoca nazionalsocialista.
 
Tale dottrina, insieme alla scuola geopolitica tedesca, prende in considerazione la formazione di grandi spazi economici autarchici.
 
Schmitt introdusse il modello della dottrina di Monroe nel diritto internazionale. Riteneva che ogni Stato avesse la possibilità di precludere l’accesso alle “forze estranee all’area”.
 
Il significato della parola “geopolitica” è insito nella composizione del termine stesso: “geo”, formato dalle parole “terra” e “politica”. Riguarda quindi lo studio del concreto rapporto tra spazi e territori.
 
La geopolitica in Germania, nel periodo intercorso tra la Prima e la Seconda Guerra Mondiale, rappresentò un valido appoggio per il nazismo. In nome di questa teoria, infatti, il regime giustificò le proprie mire espansionistiche.
 
Il concetto di Stato-Nazione associava un proprio spazio vitale ad ogni popolo.
 
Secondo la teoria dello spazio vitale:
 
“[…] tra il movimento della vita che mai riposa e lo spazio della terra, la grandezza della quale non muta, esiste un contrasto; da questo contrasto ha origine la lotta per lo spazio.
 
Gli esseri viventi cercano di ampliare il proprio territorio a spese dei propri vicini e la lotta si rinforza quando gli organismi hanno del tutto occupato uno spazio ristretto”.
 

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