La Seconda Guerra Mondiale
LA REPUBBLICA DI MONTEFIORINO
La Repubblica di Montefiorino si estende per 1.200 Km2 sulle montagne modenesi e reggiane, confinando con la Pianura Padana e la Toscana.
La rivendicazione dell’autonomia locale, abolita dal regime fascista, fu subito chiara. Come accadeva in molte regioni d’Italia, si tentava in ogni modo di ripristinare un rapporto equo con le categorie produttrici. Specialmente nei confronti dei contadini, che si cercava di rendere complici attraverso un'accettabile politica dei prezzi. Lo scopo era, in primo luogo, quello di superare la fase del sabotaggio antitedesco.
I fascisti avevano fissato il prezzo del grano al quintale nella cifra di 350 lire, che poi venne alzata a 600.
La Repubblica venne attaccata prevalentemente a causa della sua posizione strategica, nelle immediate retrovie della Linea Gotica.
Nella primavera del 1944 venne creato un apparato militare sotto forma di bande armate. Per le zone di montagna, un comunista di Pavullo nel Frignano, Mario Ricci, venne scelto in qualità di comandante e responsabile politico, assumendo il nome di copertura “Armando’’. Fu lui a dar vita alla Brigata Garibaldi Riveda.
Sempre nel 1944, tra il mese di giugno e quello di luglio, il Comando provinciale della G.N.R. di Modena ritirò la Guardia Nazionale Repubblicana in molte località dell’Appennino modenese. Ai Carabinieri fu affidato il controllo dell’ordine pubblico. In seguito al ritiro del contingente della GNR, tali località vennero occupate dai partigiani comunisti, comandati da Armando.
I capi partigiani, sorpresi dal precipitare della situazione, ordinarono ai propri uomini di procedere all’occupazione dei presidi evacuati dalla GNR e dai tedeschi.
L’unico comune della zona che rimaneva ancora sotto il presidio della GNR era quello di Montefiorino, un grande borgo che contava circa 7.000 abitanti.
Il 13 giugno Armando decise di raggruppare le proprie bande nella Prima Divisione Garibaldi Modena. Due giorni dopo giunse la notizia che anche il presidio di Montefiore stava ripiegando, cosa che creò una sorta di ebbrezza generale nel campo partigiano.
Il 18 giugno del 1944 le campane di Montefiorino suonarono vigorosamente, come segnale della nascita di quella che era appena stata designata come la “Repubblica di Montefiorino’’.
Anche il comando alleato venne presto a sapere che si era costituita una zona libera partigiana nei pressi dell’Appennino modenese. Ebbe inizio un afflusso di materiale bellico lanciato via aerea dagli angloamericani.
I tedeschi si allarmarono, sentendo in grave pericolo il proprio schieramento sull’Appennino tosco-emiliano.
La Fortezza di Montefiorino raccoglieva gli ex prigionieri sovietici al comando di A.V. Tarasov, comunista russo che in seguito all’8 settembre era rimasto per alcune settimane in Reggio Emilia.
Il Generale Messerle, Comandante del dispositivo tedesco del Sud Emilia, inviò un Ufficiale al comando partigiano di Montefiorino allo scopo di ottenere una tregua, ponendo precise condizioni che, suo malgrado, non vennero accettate.
Il comando italo-tedesco passò al rastrellamento.
Tra il 20 e 26 luglio vennero convogliati 2 battaglioni e circa 2.000 soldati tedeschi nella zona della GNR.
Il 28 luglio le truppe italo-germaniche iniziarono a muoversi in direzione di Montefiorino. L’attacco venne eseguito da 3 colonne, secondo il tradizionale piano di rastrellamento ad anello.
I gruppi guerriglieri opposero una forte resistenza, in particolar modo il Battaglione Sovietico, che lottava per la sopravvivenza.
Nelle mani delle truppe italo-tedesche caddero tutti i centri più grandi, Montefiorino compreso.
Il 15 dicembre del 1953, l’Onorevole Democristiano Alessandro Coppi dichiarò quanto segue:
“Troppo spesso nel linguaggio comune si parla di guerra civile. Quale guerra civile? e altrimenti fosse, io direi che le medaglie che ornano i gonfaloni dei nostri Municipi e delle nostre Province andrebbero strappate e gettate nel crogiuolo per ritornare semplice metallo. Se si tolgono i presunti, i sedicenti e gli assassini, i partigiani veri rimangono veramente pochi!’’.
Nel brevissimo periodo di esistenza della Repubblica di Montefiorino, durato poco più di un mese, le bande partigiane comuniste, dopo averli denudati, assassinarono 14 militi della GNR a colpi di mitragliatrice.








