La Seconda Guerra Mondiale
LA SVOLTA DELLA NEP
La NEP, ovvero la “Nuova Politica Economica” adottata da Lenin dal 1921 fino al 1929, rappresentò una soluzione temporanea e riparativa dopo i disastri economici provocati dal comunismo e dalla guerra civile russa.
La Rivolta di Kronstad obbligò i bolscevichi ad istituire un insieme di riforme economiche tese a garantire condizioni migliori, sia alle grandi città che alle campagne economicamente danneggiate dal monopolio statale per il commercio, in modo tale da attenuare le tensioni create dal comunismo di guerra.
La NEP consisteva nella reintroduzione dell’iniziativa privata: nelle piccole imprese, nel commercio al dettaglio e nell’agricoltura. A tal scopo, il Governo promulgò diversi codici: civile, penale, agrario, etc.
La ricostituzione delle banche portò alla libera circolazione della moneta ed alla sostituzione delle imposte in natura con quelle monetarie.
Al rublo succedette provvisoriamente il cervonec.
Fu istituito un particolare organo statale, il Gosplan, “Comitato Statale per la Pianificazione”.
Nonostante l’industria fosse completamente nazionalizzata, all'interno della Nuova Politica Economica si affermò il concetto di autosufficienza ed autonomia aziendale: per la prima volta i contadini ebbero il diritto di vendere i propri prodotti sul libero mercato, ad eccezione della parte riservata allo Stato.
La NEP aumentò notevolmente la produzione agricola, riuscendo a rallentare la carestia in corso.
Poiché si riteneva che gli obiettivi prefissati dalla Nuova Politica Economica fossero stati pienamente raggiunti, e pertanto occorresse proseguire oltre, la NEP fu abbandonata subito dopo la morte di Lenin (1924). Il successore di Lenin, Stalin, vi mise fine nel 1929.
L'esperimento economico istituito da Lenun venne quindi sostituito con una politica economica assolutamente centralizzata.
Ebbe inizio un processo di industrializzazione forzata e di collettivizzazione agricola, idea presa dalla parte sinistra trotzkista ed epurata dallo stesso Stalin.
Stalin ordinò la creazione forzata dei kolhozy, le comuni agricole, ed ordinò lo sterminio dei kulaki, i contadini più agiati.




