La Seconda Guerra Mondiale
GIAPPONE CINA
Nel 1941 il Giappone era ancora in una posizione di stallo, nonostante avesse occupato gran parte della Cina settentrionale e centrale.
Il Kuomintang si era ritirato nella parte interna, dando vita ad una capitale provvisoria a Chongqing. Il partito comunista manteneva il controllo di alcune aree base, nello Shaanxi.
Il controllo giapponese del Nord e del Centro della Cina non era particolarmente rigoroso, principalmente focalizzato sulle ferrovie e sulle città principali, non aveva una presenza militare o amministrativa rilevante nelle vaste campagne.
I giapponesi capirono che i propri attacchi contro le truppe cinesi in ritirata venivano arrestati dalle montagne della Cina sud occidentale, mentre i comunisti organizzavano guerriglie e sabotaggi nella parte orientale e centrale.
Le brutali politiche nipponiche nei confronti della popolazione interna, insieme al tentativo di supportare diversi Governi in reciproca competizione, non ebbero successo.
Il Giappone era contrario ad una negoziazione diretta con Chiang, né voleva creare divisioni nel fronte avversario.
Nel tentativo di scoraggiare una guerra con la Cina, Stati Uniti, Regno Unito ed il Governo olandese interruppero la vendita di petrolio e di acciaio al Giappone, cosa che venne considerata come un atto di aggressione visto che, senza tali risorse, la sua macchina bellica avrebbe subito un drastico arresto.
L’8 dicembre del 1941, il Giappone attaccò i possedimenti della corona britannica di Honk Kong, Shanghai e le Filippine, all’epoca appartenenti al commonwealth statunitense. Approfittando delle basi della francesi di Vichy nell’Indocina, invase la Tailandia con la Battaglia di Prachuab Khirikhan, quindi lanciarono il proprio assalto contro la Malesia.
Contemporaneamente, gli aerei del Giappone lanciarono un forte attacco contro la flotta statunitense ormeggiata a Pearl Harbor. Persero la vita oltre 2.400, distrutte 3 navi da battaglia ed affondati 2 cacciatorpedinieri.
Nonostante il Giappone sapesse che sopportare una guerra prolungata con gli Stati Uniti non sarebbe stato possibile, nutriva la speranza che, di fronte ad una massiccia e improvvisa sconfitta, gli americani potessero negoziare. Il desiderio dei giapponesi era ottenere via libera in Cina, ma gli Stati Uniti rifiutarono ogni tipo di accordo.




