La Seconda Guerra Mondiale
FRANCIA: DAL DOPOGUERRA AL FRONTE POPOLARE
Nel 1919, a Versailles, Francia e Germania firmarono un trattato di pace. La Francia ottenne Alsazia Lorena.
L’ammontare delle riparazioni tedesche fu di 132.000.000.000 marchi-oro.
Per quanto riguarda le colonie, Siria e Libano vennero posti sotto il mandato francese.
Il bilancio post-bellico fu molto negativo, soprattutto dal punto di vista delle perdite umane: morirono 1.500.000 di persone e ne rimasero permanentemente invalide 7.500.000.
Nonostante la riannessione di Alsazia e Lorena, la popolazione francese contave 38.700.000 abitanti, 1.100.000 in meno rispetto al 1914, cause il calo demografico e l’abbassamento dei tassi di natalità.
Terminata la guerra furono fatti affluire in Francia 2.000.000 di stranieri, in prevalenza operai italiani e polacchi. Essi rappresentarono l’80% dell’incremento totale di abitanti, che in tutto ammontavano a 2.700.000.
L’impatto visivo della guerra era deflagrante, soprattutto nelle campagne.
“La disoccupazione si trasformava nel suo contrario, il lavoro obbligatorio. Il lavoro coatto, quei combattimenti nelle frontiere dove milioni di uomini giovani e forti, muniti dei più perfezionati strumenti di distruzione, si mutilano, si ammazzano, si sterminano, si uccidono l’un l’altro per il dominio mondiale dei loro padroni capitalisti. Il lavoro coatto, quello che esegue, negli stabilimenti industriali, tutto il resto della popolazione, donne e bambini inclusi, che deve produrre continuativamente senza sosta sempre più oggetti di morte, mentre la produzione di beni di prima necessità è ridotta allo stretto necessario”.
Le parti interessate dal conflitto risentirono delle devastazioni e dell’iper-sfruttamento a cui erano state sottoposate dagli avversari.
Fu così considerevole l’espansione della cantieristica, ferro e acciaio soprattutto, che negli anni ’20 i Paesi che avevano preso parte alla guerra disponevano di capacità produttive in eccesso.
Durante la guerra, le banche concessero prestiti al Governo, creando nuova moneta.
L’offerta di moneta aumentò notevolmente, il debito pubblico e l’offerta di moneta fu considerevolmente incrementata, mentre le riserve metalliche delle banche subirono una drastica riduzione.
L’inflazione era talmente grave che i prezzi risultarono 5,5 volte superiori rispetto alla situazione del periodo pre-bellico.
Il valore degli investimenti venne dimezzato. Inoltre, la Francia contrasse con gli Stati Uniti ben 3.404.818.945 dollari di debiti di guerra.








